BENVENUTI

•ottobre 4, 2008 • 27 commenti

benvenuti 

 

Una finestra  aperta su un grande orizzonte…

Sole, luce, panorami, tanta gente…

Forse riusciamo anche noi ad aprirne una:

   vogliamo vedere

   vogliamo darvi la possibilità di vederci…

In un mondo dove

       si costruiscono muri,

       si chiudono le porte,

       si fan passaporti elettronici,

             non per far passare meglio, ma per bloccare, chiudere…

Ebbene noi ci diam da fare per aprire con finestre,  ponti,  spazi,  luce ………. 

sapendo che voi avete lo stesso desiderio.

E questo, per alcuni motivi:

   * E’ bello sentire e vedere che siamo insieme: cercare le  strade per realizzare…

   * Qui abbiam troppe cose belle che vogliamo comunicarvi…;

               sembra strano: in questo terzo-mondo… tante cose belle

   * Siamo sicuri che Dio vuole un mondo così; ed anche noi lo vogliamo.

Non siamo rospi

•gennaio 21, 2012 • 1 commento

“Un rospo che vive in fondo a un pozzo giudica la vastità del cielo sulla base del bordo del pozzo” .

Per molte persone il proprio angolo di visuale è l’unica possibilità di interpretare tutta la realtà… ,  e allora si diventa convinti che solo quella è la verità, opponendosi a ogni altra prospettiva (così commenta Ravasi).

Allora, arrampichiamoci un po’ più in sù, … ed il bordo si allarga.

Nella nostra officinetta abbiamo tornio, fresa, saldatore…;  ma oggi i nostri ragazzi si limitano a fare dei piccoli bracieri, per la cucina.  Così incassano subito quei 2 dollari, per mangiare.  Sembra che non sappiano più fare altro.

Ed io mi arrabbio….

Ma poi penso all’ Europa: all’alta tecnologia, ai computer, robot…, per fabbricare pallottole, fucili, mine, F35…, per mangiare.   Sembra non sappian più fare altro.

Ma non riesco neppure ad arrabbiarmi. 

Anzi devo star attento a parlare; altrimenti si arrabbiano…anche i miei amici.

A novembre la gente si è mossa per scegliere il presidente.

Oggi abbiamo due presidenti: Kabila rieletto, e Tshissekedi l’opposizione.

Noi, … ancora e sempre “protetti” dai soldati; che continuano a cogliere i magri frutti dai nostri campi: c’è fame !

Non lasciate raccontare che la nostra gente ha ottenuto quel che voleva.

E neppure che in Africa la gente si sceglie il proprio governo.

Mentre la nave Costa ci fa riflettere molto.

E mentre le chiacchiere sulle banche e sull’euro… ci ubriacano.

Eccovi in foto alcuni dei momenti che ritmano la vita di 5 miliardi di persone, oggi.

Concetta è in Italia: per incontrare gli amici, scambiare pensieri, vivere altri ritmi ….

Ogni volta che salgo al dispensario, Prosperina, Mwamini, Françoise …mi chiedono “quand’è che torna ?”

Le visite degli ospiti si susseguono e si collegano come perle sulla stessa collana.  Preziose esperienze, non solo avventure da raccontare a fine stagione.

Sincera scoperta di valori da recuperare, di cose essenziali, di persone belle, di vita valida….

Qualcuno di voi ce lo dice: non sarà più come prima.

Nelle nostre campagne, in passato, vedevi papaveri, fiordaliso, e c’eran fiori anche nei piloni, nelle cappelline…; ti fermavi a pregare un momentino e poi andavi a coltivare il cibo.

Ora i disinfettanti hanno eliminato tutto.

E noi una piccola grotta di Lourdes ce la siamo fatta qui sulla strada, dove tutti passano per andare i campi: ora aspettiamo una statuetta.  Sentiamo la necessità di avere dei richiami;… al di sopra dei piccoli bordi del pozzo.

Sono finalmente arrivati i camion, li abbiam aspettati 4 anni ! ora la manutenzione della strada ci sarà meno pesante, sarà colorata di rosso e vi sentiremo sempre più vicini .

L’ olio di Nichelino: è arrivato subito dopo Natale, puntuale, per ogni famiglia.   Il riso è diventato ormai irraggiungibile; da 30 dollari il sacco, è passato a 100.

Condividere quel che riceviamo a fine mese: queste le lubrificazioni che fan girare il mondo ! 

E anche, ricordando il caro amico Mauro.

       

Piccoli segni.

Nel grande mondo.

Al di sopra dei  bordi del pozzo.

Padiri G.

Impronte……leggere e fragili: lasciate qua, sulle nostre strade di fango.

•gennaio 17, 2012 • 1 commento

Abbiam fatto il Natale a Muhanga,

perché siano i momenti a disegnare questo giorno.

                                                       Alba e Daniele

 

Natale in occidente, festa, consumismo e altro…

la vera atmosfera l’ho trovata qua.  

                                                       Ilaria

 

strano Natale questo,

negli altri non mi è mai bastato il tempo ……

                                                       Giuseppe

 

Coltivare un sogno non è mai un errore,

Natale a Muhanga, un sogno realizzato:

impegno per il ritorno.               M.Grazia

 

Natale con dei bambini speciali:

ho realizzato questo desiderio.          Antonio

 

Qui, davanti a voi, è più facile dire grazie alla vita,

sogno di un mondo più umano,

camminare insieme a voi su sentieri che hanno un cuore,

accogliere la sfida di guardare più lontano

                              Elia

 

ho imparato:

che salutare chi incontri per strada, anche se non lo conosci,

può regalarti un momento di serenità;

tra voi, non mi sono mai sentita sola. Alba

I vostri bimbi:

dolcezza, sorrisi, educazione:

saper aspettare che tutti siano serviti prima di iniziare a mangiare.

lezioni di vita.                      Daniele

 

In questo luogo meraviglioso da pochisimi giorni…

forse posso descriverla come una “strana senzazione”.

                                                       Ilaria

 

O Signore ‘sta sera abbiamo molti motivi per ringraziarti.

grazie   per averci fatto arrivare a Muhanga,

grazie   perché accanto c’è sempre stato qualcuno che ci ha aiutato:

l’amore non ha prezzo, non misura ciò che dà….

Grazie                        Mariagrazia

 Accoglienza, generosità, laboriosità, risate

grida festose dei vostri bambini,

sono le cose che mi porto,

un’altra cosa che mi rimane… il desiderio di ritornare

                                                       Antonio

Oggi pomeriggio ero nella cappellina vicino alla grande sala, Magloire, il cioccolatino di Dio, mi si è seduto accanto.  

Dopo un po’ mi sussurra, piano :

“quando vai e poi ritorni,…ritorni con Daniele?”

E sì, il nostro “pierino” che svolazza su tutto e su tutti, spensierato, dentro il suo mondo,… non è poi così  pierino.

Impronte che restano.

                                                             

Padiri G.

NATALE

•dicembre 24, 2011 • 12 commenti

Mi chiamo Bonté ; io invece sono Antonella ; e io Edvige,…, ma potrei anche chiamarmi Gesù.

Io so che mi stai guardando, me lo ha detto il padiri.

Allora, devi sapere che tu sei tra i pochi informati che sanno che nel mondo… ci siamo anche noi; e mi fa piacere.

A questo punto posso dirtelo…Buon Natale !

In  Congo oggi :

Abbiamo due presidenti.

Abbiamo tanti bambini.

Abbiamo tanti amici.

E allora : Buon Natale.

Non ci sono fili illuminati, vetrine scintillnti, neve o alberi addobbati ; ma bellissimi vikwembe colorati, zappe a sistemare il prato per la Messa e tante mani laboriose.

Emozioni forti, sentimenti genuini che filtrano dagli occhi e dal sorriso di chi ti ringrazia per quel colpo di zappa che hai dato… non fondamentale, ma importante.

Questo é il Buon Natale di Alba e Daniele di Mentoulles, Elia di Massa, M.Grazia e Lucia di Modica, Giuseppe, Ilaria e Antonio di Rossano… :

pastori e magi,

venuti a vedere Antonella, Edvige, Bonté, … Gesù.

 

In un mondo di fuggitivi colui che semplicemente cammina nella direzione contraria sembra che stia fuggendo.                                  (Thomas S.Eliot)

Tutta  la gente di Muhanga vi augura Buon Natale   …. diverso,

non perché costretti dall’economia, ma per scelta.

 

Padiri G.

Mani e bocche comuni, … occhi che vedono

•novembre 29, 2011 • 5 commenti

Muhanga: per qualcuno è anche un’occasione per pagare un pranzo a dei bimbi.

Non scheletri.

Ma bimbi che hanno fame.

E così ogni tanto qualcuno ci manda 300-400 dollari, con una preghiera: “Fate un pranzo coi bimbi”.

Questo pranzo a volte lo facciamo quando abbiamo degli ospiti con noi: perché vedano.

Alba ha visto, ed ha commentato.

 

Ognuno ha il suo spazio nel cortile.

 Ci sono mani che ancora sanno cogliere senza strappare 

 e bocche che sanno aspettare, per gustare tutti insieme il bugali,

 senza l’ingordigia di avere subito la pancia piena.

 Ci sono occhi che ancora sanno guardare e gioire per ciò che hanno e non solo vedere e desiderare ciò che non c’è.

 Colori forti, emozioni calde nei dettagli dei loro piccoli gesti,

 - di cura per i fratelli minori,

 - di semplicità nel lavarsi le mani,

 - di volontà nell’aiutare a portare sulla testa le assi per fare le panche.

 Sono istanti, frammenti di impalpabile leggerezza che però rimane nell’aria,

 talvolta difficili da cogliere per chi non è più così abituato al contatto umano. 

 E’ un tempo in cui la misura si fa dividendo e non sommando

 come siamo solti fare noi…

 non c’è l’ aggressività del possesso

 ma la magica sensazione che se non fosse così,

 il pranzo, oggi, avrebbe un gusto diverso.

 Ottocento? Forse di più, chi lo sa..

 ottocento lezioni di vita che in silenzio sanno parlare al cuore

 senza per forza urlare rabbia…

 che mi hanno ricordato anche oggi, come può essere meglio camminare lentamente per godere della strada senza avere

l’ossessione della meta.

Oggi nel cortile di Muhanga c’era il fresco profumo dell’umanità,

 un profumo da respirare a pieni polmoni

 per poterne sentire e riconoscere l’odore a distanza,

 nel nostro bel mondo disinfettato e  sicuro,

 ma col tempo diventato troppo sterile alla vita ed alle sue sfumafure.

 Pancia del mondo che ha ancora fame,

 ma che non chiede cibo,

 solo un po’ di attenzione.

 Pancia del mondo che non si lamenta se è vuota

 e sa ancora come si divide un dono.

 Pancia del mondo, che parla di vita.                        (Alba)

 

 

Alba che è arrivata con Elisa e Beppe, assetata di Africa, starà con noi due mesi; disegna coi bimbi, va nell’orto, maneggia pentolini,

parla swahili con Nzoli, Safi, Leona e Chantal; ma specialmente cammina in punta di piedi… nella vita di Muhanga.

Elisa e Beppe sono già rientrati:

Elisa ritrovatasi come a casa sua, non riusciva a celare agitazione ed ansia: paura di perdersi anche una sola goccia d’Africa.

A Beppe, estremamente discreto, siam riusciti a strappargli un po’ di competenza tecnica, lui che è tutto per “la natura”, come Alba;

avevamo avvisato nella riunione di Tuungane, e così ci ha mandato  otto giovanotti, per un corso accelerato di tornio.

Muhanga è anche un microscopico vivaio: piccoli semi, semplici, diventan pianticelle…; ci piace mostrarli agli ospiti:

- L’olio mensile di Nichelino.

- I ragazzi , unici in tutto il territorio, che van gratis a scuola.

- Il buyi di masoso; un segno tanto discreto quanto brillante.  Una vera papetta mondiale.

Bellissima anche perché tutta l’Italia vi partecipa, passandosela di mano in mano: questo mese é Pinerolo che ce la manda, il mese

scorso era Carla di Aosta, prima era  Dario di Roma, M.Grazia da Modica, Gabriella da Siracusa, ed infine anche Mattia da Roma, al suo

3° compleanno.  E la lista non mostra di esaurirsi.

Questo sì che è un FMI.

Mi dispiace di non aver scritto tutti i nomi, ne risulterebbe una splendida ghirlanda.   Per fortuna che Qualcuno prende nota.

L’ultimo ritocco lo danno le nostre mamme, a turno, per la tostatura di mais e soja …supertecnologia.

Oggi votazioni, nel buio totale.  Dinamiche non sempre pulite, pilotate dall’alto.

Ma la gente ci crede; gente semplice che fa cinque ore di cammino tra pioggia, fango e si mette in code interminabili, per annunciare

speranza e fiducia nell’uomo, nonostante tutto.

Molti ci chiedono notizie.   Ma chi è in grado di darne ? 

E’ prevedibile tutto e nulla.    Vi diremo dopo.

Giovedì sera sono arrivate la cavallette: cioccolatini che il cielo ci manda !

Pioveva, non fortissimo, ma…bagnatissimo; non importa, bimbi ed adulti eran tutti lì fuori a raccogliere, sotto le luci: una gioia ed una

frenesia contagiosa. 

Quegli abitini,  trasparenti, strappati, inzuppati fino all’orlo….che non c’è .

Attese da tutto un anno: attesa che il cielo non delude;

al contrario di molte altre  attese. 

Per lo “scienziato” sono animaletti, che emigrano ed arrivan qua, sfiniti, dopo migliaia di kilometri. 

Per l’uomo ancora puro, sono la grande occasione: regalo: ricevuto, offerto, condiviso.

Più osservo questo fenomeno naturale e più resto incantato da come viene vissuto da questa nostra gente.

Venerdì le mamme son venute in cucina, con un barattolino, sorridenti: cavallette.

I bimbi mi corrono dietro contentissimi, mi allungano la manina: cavallette.

Ogni anziano nella capanna oggi riceverà un pacchettino: cavallette.

Tutti son pronti a passar la notte in piedi, e al mattino presto frugare fra le erbe, per trovarne ancora una o due: cavallette.

Occasione offerta a tutti: tutti possono sentirsi “qualcuno”.

Perché anche il bimbo più piccolo, anche la mamma più povera  potrà fare il suo regalo.

Senza umiliazione, senza sfoggio vano.

Così come ha ricevuto, così regala.  Senza condizioni, senza obblighi.

Che tristezza quando pensi, e vedi, cosa sa fare l’uomo, distaccato dalla natura:

- regalo che diventa merce, soldi, calcolo;

- scegliere un regalo diventa un’ossesione;

- ricevere il regalo, una delusione;  persino per bimbo sotto l’albero di natale….

Arrivan le cavallette e riscopri che cosa è un regalo .

Chiudo con l’immagine che Alba ha catturato:

anche in Africa

  -c’è chi aspetta il bel tempo

  – e chi… affronta la vita

con i mezzi che ha…

una bacinella, tutti INSIEME,

è meglio che tre…;

lasciando ciò che è di troppo.

Padiri G.

Vita, che non sempre si vede…

•ottobre 24, 2011 • Lascia un commento

Nulla uccide di più il senso profondo e religioso della vita

che la presunzione  di aver risolto ogni cosa sul piano umano,

con il nostro sistema economico e le banche ;

e di non aver più bisogno  di dire il « Padre nostro »,

perché intanto …il pane ce l’ho,          

me lo procuro io in panetteria, me lo compro da solo.

Povertà  significia fiducia in Dio,

libertà di essere legato ancora alla natura, più che alla banca…

libertà di vedere i fagioli che crescono…

Questa riflessione é di Carlo Caretto, ed é bellissima : una verità travolgente.

E’ per questo che l’altro lunedì, dopo aver zappato

e seminato il mais nel campo della scuola di Vutotoyo,

mamme e papà ci siam raccolti attorno al campo, ed abbiam celebrato la Messa.

Come facevano regolarmente i nostri zii e nonni, in Italia.

E quando abbiam sollevato le nostre zappe sporche di terra, 

cantando « per Lui, con Lui e in Lui… »

quanta serenità abbiam sentito dentro !

non solo, ma ci siam sentiti più sicuri ;

non perché c’é la Fao o l’Unicef,

meno ancora perché c’é il Fmi o la banca mondiale,

ma perché c’é Lui, il Padre.

Ed ora restringo l’obiettivo, faccio una zummata. 

Ieri mattina Fidelina, appena alzata, ha messo in ordine i bimbi.

Poi Bienvenu ci ha raggiunto qua sotto la tettoia per pregare le « lodi » con noi; Defrosa è andata alla fontana prima di partire per Bunyatenge, a scuola; Gild ha trotterellato un po’ fuori capanna, prima di venire in cortile e bersi la sua tazzina di masoso, la papetta, come gli altri coetanei…

Infine lei, Fidelina, é partita ai campi.

Nel tardissimo pomeriggio é rientrata, con la legna e una cesta sulla spalle. Senza trascurare le due chiaccherate, fatte con comodo, con gli altri viventi; sia all’andata che al ritorno.

 Ha riorganizzato la sua truppa di famiglia, fatto pulizia in capanna, e nel cortiletto davanti. Acqua alla fontana, sbucciato la manioca, mentre la sua piccola MarieRose  arriva dal mulino con altra farina di manioca macinata. Non le son mancati quei dieci minuti per venire qui in cortile,  a salutarmi ; e poi, avanti col fuoco sotto i pentolini… e cena.

Non é male ricordarcelo: unico pasto.

Ed ora il folklore.

Come cornice di queste due foto di vita reale e bella, abbiamo visto :

- il cambio dei soldati Fardc, buonini ; si tratta del gruppo misto con gli ex cndp di Nkunda ; difficile dire che questi cambi lascino la gente indifferente.  Questa volta hanno già detto che voglion costruire le capanne per le loro mogli e figli… ; per chi conosce i problemi della nostra regione c’é di che riflettere e farsi qualche domanda: ho parlato un po’ con il comandante, lui era un ragazzo abitante di Rutshuru, fu cacciato dal suo villaggio negli anni ’98 ’99, quando i maimai davano la caccia spietata a tutti gli originari del Rwanda…forse le armi sono la loro strada per riprendersi un posto su questa terra…   Balcanizzazione o palestinizzazione ?

- due vetture con i responsabili nazionali della Cicr, la croce rossa internazionale, per una visita…

- ed infine sono arrivate quattro camionette dell’ONU, Monusco, con una ventina di indiani gentilissimi, direi quasi affettuosi, superarmati ; per una visita-controllo.

Congolesi e rwandofoni i primi; svizzeri-tedeschi ed italiani i secondi; indiani i terzi. Semplice coincidenza o tutto pianificato ?

Quest’atmosfera internazionale l’abbiam condivisa con gli ospiti :

- Egidio di Modica che questa settimana vede finire i suoi tre mesi di condivisione.

 - Luca ed Elena infermieri delle Molinette di Torino, che per gustare l’Africa si sono accumulati due annate di ferie.

- Ed infine Marcello e Jennifer, una coppia brescio-americana…

L’Italia che ci accompagna e ci tiene per mano : un messaggio che passa sempre bene, un segno che incide, anche al di là di tutte le debolezze umane che ci portiamo dentro.

Queste sono alcune delle notizie  che il sud vi manda.

Mentre dal nord ci arriva la minestra che le TV han preparato :

 

Dittatori ufficialmente riconosciuti ed ufficialmente eliminati…

Dittatori che fanno ancora comodo: e perciò ancora rispettati, usati e protetti.

Dittatori dominanti: un po’ lodati un po’ sopportati, esportatori di democrazie.

Dittature più sottili, eleganti ; addirittura chiamate democrazie

         dove si usa un vocabolario costruito ad hoc: PIL, Economia Mondiale

         dove chi domina, chi decide, chi incide è solo lui, il denaro, il conto in banca.

Anche in foresta ci siam rallegrati di quei grandi cortei di gente pacifica e sfiduciata.

Se io voglio toglier un po’ di fiducia dalla banca e dalla finanza, e da certe persone, e voglio basarla su altre formule più sicure, perchè non posso dirlo apertamente ?

In TV abbian visto il matrimonio del re del Butan; il telecronista (addiritura un francese !) ha detto che lì rifiutano il termine PIL come misura dell’economia…   Il governo suole fare l’ indagine, con tanto di questionari, e  chiede ai cittadini se son contenti, sereni, soddisfatti…  Il documentario non ha mostrato riunioni di gente impalata, con fotografia di gruppo, e pranzoni di lavoro, ma ha mostrato gente nelle piazze, sul lavoro e sui mercatini …

Il Butan é un piccolo regno, sempre di questo mondo.

Speriamo non venga in mente a qualcuno di chiamarla dittatura.

Veder questo mondo da questa finestra : quanti pensieri !

Il piccolo mondo ed il mondo grande !

 

Questo per dirvi che i 5 miliardi di persone non sono assenti, ma  seguono e si interessano dei quasi 2 miliardi.

 

Padiri G.

C’é chi…

•settembre 28, 2011 • 2 commenti

Che dall’Europa e dall’Italia si scenda in Africa molti lo sanno e lo vedono.

Altri non se ne accorgono.

C’é chi scende per aiutare l’Egitto, la Libia, la Siria, a liberarsi con bombe e cannoni.

C’é chi scende per comprare miglioni di ettari di terra.

C’é chi scende per prendere coltan, legname, oro…

E c’é chi scende per rimettere in ordine le complicate apparecchiature dei nostri laboratori dentisti, e riaggiornare i dentisti stessi.

Per fare un mega-pranzo con mille bimbi.

Per zappare il campo comunitario della scuola.

Per una visita stimolante nelle scuole, e lasciarvi un messaggio.

E… nei ritagli di tempo aggiusta un pendolo, prende per mano e si porta a spasso tre bimbetti, mette a posto i freni del camion.

approfitta per scoprire le novità culinarie :  un bicchiere di kasiksi, qualche boccone di bugali, una piccola coscia di panya… topo.

E la sera trova ancor il tempo per stare coi bimbi, cantare e scherzare, e poi chiudere la giornata con una  preghiera di ringraziamento a Chi ci ha dato questa vita e questo mondo.

Basta saper trovare il tempo e occuparlo, in modo serio.

Così hanno fatto Tonino, Otello, Oliviero e Michela ; partiti da quel di Riccione – Rimini dove gli altri ci vanno fare i convegni importanti.

Ci hanno portato in qua una radio trasmittente, che Fabrizio ha scovato chissà dove,  perchè la radio-kitumaini  locale si era guastata. Denti e materiale dentistico.

E sapete che cosa si son portati via in valigia ?

Due biciclette costruite dai ragazzi, due cucchiaioni di legno, tre tamburi, due manciate di terra d’Africa, semi di frutta, due piante di manioca.

Han portato in qua se stessi e si son portati via un pezzo di noi.

E dire che da qualche parte c’è chi non sa come occupare il tempo, lo spazio e se stesso.

Ma noi qua riceviamo …la crema !!

Senza toglier nulla agli anni scorsi.

 

Padiri G

In 10 giorni, tutto questo.

•settembre 10, 2011 • 1 commento

Marinella lavora alla federazione calcio.  E proprio d lì , pensando all’Africa, ha messo in moto tutti; così i campionati mondiali in miniatura sono arrivati a Muhanga,

in piena foresta ed in piena guerra-guerriglia.

Guerra creata e mantenuta per permettere la spogliazione delle ricchezze naturali, tanto per intenderci.

 

due squadre di ragazzini, due squadre di ragazze

e quattro dei grandi, il “campionato”

sport pulito, che crea serenità e rinfresca la vita

con tanto di medaglie e trofeo

Il tutto alternato da tre brutte sparatorie;

con tanto di kalasnikof e mortai …. feriti e morti

Batticuore e fughe, in piena notte…

la prima volta a mezzanotte, la seconda alle due…

si rifugiano nel nostro cortile: qui si sentono meno paurosi;

con i fagotti riempiono tutto, magazzini, falegnameria, meccanica…

bimbi infreddoliti, scalzi….

intrufolati in tutte le stanze.

  

Tanti di voi, partendo dall’Italia, ci scrivevate:

 “Vorrei venire a Muhanga,… ma cosa posso fare di utile?”

 ebbene se non fossi qui tu,

 quelle notti il nostro cortile sarebbe stato vuoto,

 e tutta quella gente, quei bimbi scalzi, …. tra gli alberi e sotto la pioggia.

 il dramma di un volto

 aspettando che i fucili la smettano

pesi sproporzionati  su spalle innocenti.

Quando abbiam preparato “lo stadio” per il campionato,

avevamo i maimai-ribelli che ci proteggevano;

dopo pochi giorni sono arrivati i soldati dell’esercito governativo

per proteggerci meglio, ed i maimai sono scappati.

Un teatro che in tutti questi anni s’è ripetuto ormai una cinquantina volte,

lo stesso tema: cambio di guardia, saccheggi e morti…

lo stesso regista: l’occidente, i paesi del benessere

lo stesso scopo: mantenere l’insicurezza;

così le ricchezze nostre si possono rubare meglio!

Questo in parole povere, parole semplici; forse troppo?

Le TV e i giornali usano altri vocabolari, parole grosse, altisonanti:

voglion far capire o nascondere quanto sta succedendo?

Dalla nostra finestra vediamo questo.

Ad altri piace chiamarle “dettagli”, dell’ ECONOMIA MONDIALE.

 

Padiri G

 

Ospiti… semplicemente fratelli !

•agosto 26, 2011 • 1 commento

Anche a Muhanga estate vuol dire vacanze, viaggi, incontri, nuovi amici…

Da luglio a settembre a Muahnga c’é un via vai piccolo ma ricchissimo.

Enrica con la figlia Lucia e Stefano son ripartiti per Massa ; con loro abbiam trascorso quattro settimane belle, nonostante l’arrivo delle fardc, fucili e sparatorie, che già vi abbiamo detto; quant’é stato prezioso viverle insieme ! 

Ora potete dire di conoscere meglio Muhanga.

Enrica, oltre i …settanta, ci hai trasmesso il tuo messaggio :

non si tirano i remi in barca, la vita ha ancora tante cose da dirci, e gli altri aspettano ancor qualcosa da noi. Grazie !

Avete lasciato un vuoto, qua.

 

Però non siete lontani, vi sentiamo con noi.

E intanto Marinella ha realizzato il sogno, suo e nostro : i mondiali a Muhanga !

Ci volevano ! dopo tutti questi anni di fucili, soprusi, tensioni, insicurezza.

Lo sport pulito é capace di portare serenità  : anche Mandela lo ha usato come buon strumento di pace.

Abbiam già fatto quattro animatissime partite : due dei grandi e due con i ragazzini e le ragazze ;  ora prepariamo la finale…

Ve li illustreremo prossimamente. 

 

 

Un bel trio romano, lei con Valentina ed Alessia.

Ed infine Egidio il modicano ; per lui 4 settimane non bastano, e neppure due mesi.

 

Mercoledì poco dopo mezzogiorno la gente ha dinuovo vissuto la paura.  Dalla collina di fronte é partita una interminabile raffica di kalashnikov, ed anche armi pesanti… ; per un piccolo allarme.

Ma i soldati son soldati; mandati qua da pochi giorni per stanare chissà quale enorme nemico, han messo in scena una vera « presa » o… « difesa della bastiglia ».

Risultato : tutta la gente si é riversata nel nostro cortile con i fagottoni. 

Per la seconda volta in meno di una settimana, tutte le nostre stanze, depositi, falegnameria, meccanica…,  si son trasformati in rifugi più sicuri, per salvare le loro ricchezze : materassi, casseruole, coperte, galline, porcellini d’india….

Solo oggi stan venendo a riprendersi tutto.

La paura !

 

Tutto questo perché ?  in sostanza che cosa c’é sotto sotto ?

Non semplici materassi o casseruole ; ma altre ricchezze interessano …ad altri.

Padiri G

Accoglienza… Pallone… Paura…

•agosto 20, 2011 • 3 commenti

Martedi siamo rientrati da Kimbulu con gli ultimi ospiti appena arrivati da Roma : Marinella, Alessia e Valentina.

Si aggiungono ad Enrica, Lucia e Stefano di Massa, ed Egidio di Modica, che son qua da due settimane.

 

Accogliere gli amici che vengono dall’Italia é la grande novità, sempre novità ! che a Muhanga non può diventare abitudine, il già scontato… ; é come se fosse la prima volta. 

E davanti a tanta spontaneità, genuintà, vivacità dei bimbi soprattutto, non tutti, anzi ben pochi sanno nascondere le lacrime.

Bastan pochissimi minuti e subito fai parte della famiglia di Muhanga : sei adottato !

Tanta gioia ha fatto dimenticare subito la stanchezza ; lunghi kilometri di asfalto in Uganda, oltre 100 kilometri di buche e fango in Congo, ed infine, a 7 km dal traguardo, eccoti un camion pieno di assi messo di traverso sulla strada, con differenziale e ponte smontati, e l’autista che ci dorme accanto.  Improvvisiamo una bella camminata a piedi ; fango, pioggia e sacchii in spalla : splendido !

Aspettate, ci ritorneremo ; vogliam farvi partecipare meglio.

Marinella ha tutto un  programma sportivo, e per questo ha portato il necessario: palloni, maglie, scarpe, cartelloni, bandiere : un «campionato mondiale» in miniatura, ma serio.   E’ da parecchi giorni che i nostri giocatori, livellano, aggiustano preparano lo stadio in cima alla collina…

Anche questo ve lo illusteremo meglio.

 

 

 

 

Oggi, giovedì, abbiam fretta di farvi partecipare alla nostra mattinata,… e nottata.  Non vogliamo assolutamente farvi la cronaca drammatica, allarmante, fare protagonismo ; assolutamente no ! abbiam solo tanta voglia di sentirvi vicino, vogliamo farvi vedere, toccare, questa nostra gente, vogliamo sentirvi e farvi sentire qua : insieme e adesso.

 

Stanotte, verso le due, Mathias bussa alla nostra porta; un giovanotto é arrivato di corsa da Bunyatenge. « I soldati dell’esercito vengono ad attaccare; la gente di Bunyatenge é già scappata tutta, mamme, bambini, uomini… ».  Quasi subito in cortile appare un giovane, una mamma ed un bimbo col fagotto in spalle.

Cerchiamo di tranquilizzare, non c’é motivo di aver paura ; « se veramente vengono, vengono per i ribelli, e per i ruandesi non per noi, la popolazione ;….cerchiamo di non lasciarci prendere troppo dal panico…. »   Facile a dirsi !

Al sorger dell’alba il nostro cortiletto é diventato un campo-rifugiati, pieno zeppo : bambini, mamme, uomini…, ed una montagna di fagotti, materassi,  coperte, casseruole, galline, caprette, porcellini d’india…   

Il primo avviso arriva alle 6,30,  da Bunyatenge la collina vicina, una sparatoria senza fine : la musica che purtroppo ben conosciamo da oltre 10 anni.

Verso l’una del pomeriggio anche a Muhanga vediamo i soldati spuntare da tutti i sentieri ; in fila, silenziosi, passo rapido ma affaticato, superarmati.  Veniamo a sapere  che arrivano da  quattro punti diversi: Miriki, Mbwavinywa, Kitshumbiro e Bingi ; 13 ore di marcia, per alcuni.

Questa volta stanno calmi.

Da oggi saranno i nostri nuovi protettori : quanti ne abbiam già avuti in tutti questi anni ! tutti per liberarci, per proteggerci, per fare pace, per il bene della popolazione ; tutti che mangiano nel piatto delle famiglie nostre, prendono dai campi coltivati e spesso strappandolo di sotto le bocche dei bambini.

Padiri G.

Qui la voce girava già da qualche giorno. La popolazione locale l’abbiamo trovata allarmata al nostro arrivo, due giorni fa. Le elezioni politiche di ottobre si avvicinano e inevitabilmente iniziano a prendere corpo preparazione, precauzioni, fucili…, paure, voci, fatti.

La gente qui vive nella paura.

Noi siamo tranquilli, le informazioni arrivano, Padiri Giovanni conosce la gente, il territorio, e sa interpretare ogni movimento.

Io, questa notte, non riuscivo proprio a dormire : forse ho percepito qualcosa nell’aria, chissà, o forse era semplicemente la voglia di uscire a respirare, di non perdere più un altro istante chiusa in quella stanza, forse l’impatto emotivo fortissimo di questi giorni. Decido di alzarmi e mi preparo, con largo anticipo, a godermi lo spettacolo dell’alba.

Esco dalla mia stanza, notte fonda. Mi trovo davanti un giovanotto, allarmato…ha notizie.  Dopo pochi istanti P. Giovanni ci fa entrare.

« L’esercito regolare si sta dirigendo a Bunyatenge ».

Qui la paura spinge le persone fuori dalle case. Un tempo, anzi, era pratica frequente : le voci, vere o false che siano, finiscono per lasciare vuoti interi villaggi, ovviamente esposti, in questo modo, ai saccheggi.

Era da un pò che non accadeva.

Passano le ore che ci separano dall’alba.

Ormai sono quasi le 6.30 ed una forte raffica di spari proviene da Bunyatenge.

Con un gruppetto di gente ci isoliamo nell’oasi della Messa e poi usciamo fuori, chiedendoci che cosa troveremo : cosa ha messo in scena, questa volta, la paura.

La strada è piena di gente, bambini, animali ; in molti hanno lasciato in fretta le loro case prendendo tutto quello che potevano, materassi, vestiti, cibo. Invadono le strade.

Fagotti ovunque ; hanno riempito anche l’officinetta meccanica, la falegnameria, il dispensario ; tutto quel che vogliono salvare.

I ragazzi della Croce Rossa Internazionale, arrivati mercoledì, sarebbero dovuti partire ma restano qui.

Sono tranquilla e cammino tra la gente. Di fatto, la presenza di Padiri infonde una sicurezza profonda in tutti. Penso : chissà dove sarebbero finite tutte queste persone, altrimenti. Mi guardo intorno, cammino, sorrido a tutti.

Una relativa tranquillità si diffonde sotto i nostri occhi, prendendo il posto dell’ondata di paura di questa mattina.

I piccoli continuano a sorridere, tutti in fila per la colazione del mattino, la purezza negli occhi e lo splendore nel sorriso : inizia un nuovo giorno a Muhanga.

Capisco il valore della PRESENZA! « le presenze » che son qua ; certamente anche la nostra : la paura che si trasforma in Amicizia-Amore, Accoglienza e  Sorriso.

Valentina

Fuggire ! Avere paura è il sentimento che si impadronisce per primo dell’essere umano ma la pazienza e il coraggio di alcuni aiutano altri a combattere il male che oggi non ci fa vivere la nostra quotidianità sereni.

I Mai Mai, l’esercito regolare e la popolazione civile tutti insieme, se pur con mezzi diversi, per sopravvivere alla morsa della fame o alla non vita.

Marinella

Brutto risveglio questa mattina !  Il mormorio di voci provenienti dal cortile mi incuriosisce,ma appena sull’uscio il mio sguardo si posa su una folla di bambini,uomini e donne che con i loro fagotti hanno lasciato le capanne a Bunyatenge ed anche a Muhanga : l’esercito regolare si sta avvicinando ai villaggi.

Sono momenti di grande tensione per tutti.  Quello che mi colpisce particolarmente mentre osservo ciò che accade attorno a me nel corso della mattinata fino all’arrivo dei militari nelle prime ore del pomeriggio,è la presenza dolce,forte e rassicurante del padiri, che certamente aiuta tutta la folla qui radunata ad affrontare questa situazione,peraltro non nuova, con compostezza e grande dignità. I bambini,queste meravigliose creature,continuano a giocare con allegria sotto lo sguardo dei militari.Condividere questi momenti non facili con le famiglie locali ci porta a prendere coscienza della situazione in cui vivono e accresce il nostro amore e rispetto verso di loro.

Enrica

Frammenti di vita… ricuperati.

•agosto 6, 2011 • 2 commenti

Due mesi di silenzio: scusateci.

Da Muhanga: Concetta e muhangesi inviavano le notizie.

In Italia: Giovanni e italiani…in movimento continuo: saluti, racconti, incontri, viaggi, …; insomma un’amicizia vissuta alla grande.

E così voi, amici in blog…vi abbiam lasciati fuori. 

Ricuperiamo. 

Concetta ha scritto:

ci sarebbero molte cose da raccontare: la cronaca spicciola è facile, ma la riflessione dietro la cronaca, che è la cosa grande,  richiederebbe più calma!

Venerdì, Goran della Monuc, ha portato a Muhanga dei giornalisti; e sabato sono stati a Bunyatenge, per contattare i ribelli maimai-Parecò, e… fotografarli in tutte le pose!!!!   

La domenica hanno scelto altre persone da fotografare: fucili, uniformi, capoccia …   Io mi sono tenuta fuori di tutto, chiedendo solo di rispettare l’ambiente; ma loro hanno continuato lo stesso, proprio qui sotto la tettoia.

Nei gruppi c’erano anche due Fdlr (rwandesi): sono venuti a vedere se la Monuc si portava via qualcuno dei loro.

La gente era lì a guardare in silenzio: curiosità, attese, rispetto ?   

Sai, in Africa la gente rispetta tutti e se proprio deve intervenire… tace !   Così è davanti ai fucili, così davanti a chi porta via oro e coltan, così davanti a chi compra dai capi colline e campi … tace!  Che cosa altro potrebbe fare gente come  Katembo, Janvier, Prosperina, Cesarina…?

Quelli di AAA, l’ ong tedesca, questa mattina sono venuti a ricuperare i loro mezzi che avevano lasciato in cortile.

A Katembo hanno consegnato una lettera d’invito per andare a Luofu : l’avvisano oggi per l’incontro di domani.  C’è ancora gente (persino qua!) che, siccome loro viaggiano in macchina, pensano che tutti ce l’abbiano; non sanno accorgersi che gli altri per spostarsi hanno solo…i piedi; e sono più di 5 miliardi !

Il villaggio si popola la sera all’ora in cui si prepara il pasto, “colazione-pranzo-merenda-cena”.

I bambini più grandicelli han seguito i genitori nei campi, e rientrano..

Anche Musafiri, meccanico, lavora sodo ai campi

Si vede nel villaggio un vero sforzo di portare avanti i lavori.

I cantonieri vanno sulla strada a fine mese; ma in questi giorni di pioggia il lavoro viene subito distrutto dai camion che trasportano le assi.

Purtroppo capitano ancora pasticci; giovedì scorso a Kakule, il capo villaggio, gli è venuto in mente di chiamare i “pareco” per controllare i lavori alla capanna del direttore; la cosa non poteva non degenerare, …hanno picchiato, imprigionato…; alla fine alcuni giovani hanno legato Zawadi, non potendo farlo a Kakule.

Lunedì andiamo a Kimbulu-Butembo per comperare cemento, riso (100 dollari !), soja, olio, carburante…, e il carico è bell’ e fatto!

Domenica é PENTECOSTE ; accoglierò le idee dalla riflessione che ci offriranno i catechisti; ve li comunicherò con molto piacere.

Marcellina ha cominciato mercoledì il catechismo per i ragazzi, mi è sembrata una bella iniziativa.

Abbiamo appena  finito la distribuzione dell’olio.  Marie Josèe in modo particolare sprizzava la gioia, e ringraziò così: ” adesso la mia pelle nera  brillerà”.

Semigore viene la mattina dopo, mandato dal suo quartiere, per dire GRAZIE !

Il progetto riso, di Nichelino, questa volta si è trasformato in olio di palma , perché il prezzo del riso è salito alle stelle.  Persino nella nostra in foresta appaiono i primi segni nefasti dell’ economia mondiale: non basta più l’oro, il coltan, i diamanti, il legname…, vengono in Africa e comprano milioni di ettari di terre per coltivare cibo, venduto poi nei supermercati d’europa e america !!  E a muhanga un sacco di riso che ieri costava 30 dollari, oggi sale a 100!

Ieri nel tardi pomeriggio la macchina di un ONG (forse quelli che cercano i bambini soldato) è stata saccheggiata vicino al ponte di Luholu.    Sono stati avvisati i pareco che han subito inseguito e ricuperato quasi tutto; i saccheggiatori eran 5 dell’esercito regolare Fardc.

Momento di gloria per il generale ribelle!

In questi giorni non sono successe cose straordinarie: l’ordinarietà, che però permette di fermarsi e vedere la vita nel profondo; i campi lavorati si vedono attorno alla nostra collina, i bambini sono in buona salute, anche se mal vestiti, vivaci e discoli !

Matsoro si è sposato venerdì scorso; come d’abitudine tutto il villaggio in festa ha partecipato… Katembo mzee aveva una giacca nuova per l’occasione!

 

Katembo di Wilfrida si prepara al matrimonio, domenica è stato annunciato; la mamma mi ha detto “dì a Giovanni che faccia presto … vieni a benedire e poi ammazziamo il maiale”.

Sono arrivati altri giornalisti americani, arrivati martedì sera e ripartiti domenica mattina; sono stati discreti ma ottimi osservatori.

Hanno dedicato molto tempo ai maimai-PARECO,  che sono ben contenti di essere al centro dell’attenzione.  Ma non hanno tralasciato la gente comune; la fila dei bambini per la papetta li ha impressionati.  Hanno chiesto più volte quale ONG ci ha aiutato  per realizzare tutto quello che c’è; ho detto “unicamente la generosità degli amici dall’Italia, uniti all’operosità della nostra gente ….”

Quando sono ripartiti mi hanno detto che col ricavato delle loro interviste, foto, video… vogliono contribuire alla crescita di Muhanga, e dei bambini !  Mi è piaciuta l’espressione: per la crescita di Muhanga.   Torneranno entro l’anno.

Questa volta non ho avuto paura di restare a Muhanga, siamo tutti molto sereni!

 

Concetta

           

 
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