BENVENUTI

•Ottobre 4, 2008 • 14 Commenti

benvenuti 

 

Una finestra  aperta su un grande orizzonte…

Sole, luce, panorami, tanta gente…

Forse riusciamo anche noi ad aprirne una:

   vogliamo vedere

   vogliamo darvi la possibilità di vederci…

In un mondo dove

       si costruiscono muri,

       si chiudono le porte,

       si fan passaporti elettronici,

             non per far passare meglio, ma per bloccare, chiudere…

Ebbene noi ci diam da fare per aprire con finestre,  ponti,  spazi,  luce ………. 

sapendo che voi avete lo stesso desiderio.

E questo, per alcuni motivi:

   * E’ bello sentire e vedere che siamo insieme: cercare le  strade per realizzare…

   * Qui abbiam troppe cose belle che vogliamo comunicarvi…;

               sembra strano: in questo terzo-mondo… tante cose belle

   * Siamo sicuri che Dio vuole un mondo così; ed anche noi lo vogliamo.

CRONACHE INEDITE

•Dicembre 22, 2009 • 2 Commenti

9  dicembre:   dialogo su skype  con mia sorella Ester

c’è Alessia, la ragazza di Enrico, che vorrebbe fare “un gesto concreto” verso la tua Africa per Natale, rinunciando a fare o ricevere regalini qui.    Come posso orientarla?    Io le ho accennato che tempo fa Marina  per Natale aveva “offerto” un pranzo ai bambini del villaggio.  Lo fate ancora?  a lei piacerebbe molto…..

- il pranzo va benissimo… lo facciamo, quand’è possibile, una volta al mese….. lo farem dinuovo a Natale, ma siccome devon cucinare loro   -ed è un lavoraccio-   lo farem il martedi dopo… 

venerdi  - ciao, scrivo a nome di Enrico che poi ti scriverà, …allora oggi ha fatto un bonifico, a nome di Alessia,…  Ciao

lunedì 21 :   chat con Enrico

- tua mamma mi ha detto quel che vuole fare  Alessia…: ci fa molto piacere

- lei ha avuto l’idea iniziale, poi a mamma è venuto in mente del pranzo.  Alla fine ci siamo aggregati io, Alessia, mamma, papà, Fabrizio e due sorelle mie amiche

- il pranzo lo faremo  martedì dopo Natale: saranno un 800 circa, bimbi del villaggio, bimbi dei dintorni rifugiati, bimbi dei soldati …

email di Cristiana,  lunedì 21

 sabato scorso io, Piero ed Emanuele siamo stati ad una cena-festa per i 50 anni di un nostro caro amico Giovanni , un cardiologo di Sezze; …lo hai conosciuto anche tu, era presente al nostro matrimonio.

una cena in ristorante, tranquilla, tra amici; … ma alla fine, al momento di tagliare la torta ha raccontato che qualche giorno prima della festa, si era recato in un negozio di abbigliamento per acquistare un abito per l’occasione,

dopo averlo misurato…. si è guardato allo specchio e si è detto “perchè? che senso ha?….” 

…è uscito quindi dal negozio senza acquistare l’abito!!!

… alla sua festa, senza che noi ne sapessimo nulla prima, ci ha dato una busta con la somma equivalente al vestito da portare in Congo….e così hanno fatto altri presenti alla serata.

Morena te li porta

…l’Africa “si insinua” tra noi, …e tocca l….ed apre !!!!

Ho suggerito a Cri che a nome nostro gli rilegga l’episodio di Leona.

skype con Gabriella,  lunedì 21:

è venuto da me Enzo che ha una piccola azienda per dirmi che di solito ogni anno spende circa 200 euro; spende questi soldi per comprare panettoni per i suoi fornitori e quest’ anno vuole darli a Muhanga……….. io gli darò delle foto per fare gli auguri

dimmi una frase particolare da scrivere sopra,  vuole proporla anche ad altri negozianti

“Qualcuno oggi non può far festa, 

“tu puoi dare questa possibilità

“anche a uno solo:

“ed avrai fatto un bel NATALE.”

CHE NE DITE?  Ne ho scelti tre, tra gli ultimissimi fiori; ma il bouquet è ben più grande.

Un fiore lo si apprezza non tanto dalla quantità di soldi che si sono spesi; ma dai suoi colori, dal profumo, dal motivo che mi spinge ad offrirlo…

Sono belli i fiori  

belli i ponti  : ester,  gabriella,  cristiana

bella la geografia:  torino -   siracusa  -  roma

bello il “contagio”

bello il Natale

bello un mondo così

NATALE 2009

•Dicembre 19, 2009 • 2 Commenti

  

 Molti ci chiedono: “come passate il Natale quest’anno a Muhanga ?”  

Ogni anno è un messaggio nuovo, un impegno diverso.   

Ma dobbiamo arrivare ad avere un Natale sempre più uguale, ovunque ci troviamo; non è possibile pensare ad un Natale a Muhanga, un altro Natale a Pinerolo, un altro a Modica, o NewYork…: o lo viviamo insieme o non è il vero NATALE.  

Chi ci chiede com’è il nostro Natale a Muhanga probabilmente lo fa per regolare il suo Natale a Nichelino,… a Roma.  Altrimenti sarebbe una domanda di sterile curiosità .   

Chi parte di lì e viene a far Natale qua, è ancora per lo stesso motivo.  

  

Il presepio: i modelli non sono molti e non possiamo farlo diventare un teatrino per soddisfare i bisogni nostri; il riferimento è uno solo: Betlemme  

dove Maria e Giuseppe, forestieri, han vissuto un rifiuto e un’accoglienza.  

dove i magi, provenienti d’altri paesi, hanno “sentito” la Buona Notizia  

Nel nostro presepio che vedete in foto  abbiam espresso questo messaggio così:  muschio-erbe e sassi che raccogliamo in foresta, statue che arrivan da Roma; molta natura e qualche piccolo meccanismo e luce; personaggi della giudea, dell’oriente, dell’africa…  

Che pena sentir parlare di presepio pulito o natale bianco…sterilizzato, STERILE!  proprio non ha capito nulla!  

  

Natale 2009.     A Muhanga, nonostante i 43 km di fango e buche che ci fan sentire quanto siamo “tagliati fuori”, noi riusciamo a farci un’idea globale di ciò che accade in questo momento, in tempo reale, nel mondo.    

E lì? sappiamo che per molti non è così: pur avendo mille possibilità in più per conoscere e sapere, molti preferiscono non pensarci…  

Negozi, luminarie, corse, regali.… Copenaghen, Roma, Sestriere..  

Ma anche fermenti buoni, per richiamare e vivere i veri valori del messaggio  

DIO E’ CON NOI, c’è salvezza PER NOI !  

        

E’ da giorni che mi guardo attorno, qua in cortile, sulle collinette attorno, per le strade, nelle capanne, … il mattino, la sera:  cerco di raccogliere e capire.  

Mi sento a Betlemme; ma cerco dei segni.    

Come i magi, già arrivati; ma   … ”dov’è la stella?”    

                La gente vive i gesti quotidiani visibilmente senza “brio”.  Solo i bimbi sono sempre scintillanti, e creano un’ atmosfera bella. Si sente l’attesa del Natale. Ma che cosa si attende???  

  

 

".... dammi una mano!"

".... dammi una mano!"

I soldati che son qua stanno abbastanza tranquilli, ma la situazione in generale non è assolutamente buona. La settimana scorsa a Bukavu hanno assassinato un prete, e due giorni dopo una monaca trappistina. Due missionari italiani, stupidamente accusati dall’Onu, e dal “corriere della sera”, di fornire armi alle fdlr.  Sul posto si creano distrazioni, mentre tutto il Kivu è messo in ballottaggio dai “grandi”, che se lo stan veramente giocando” e massacrando,…per un pugno di dollari.   … e nessuno ci fa caso !!!! 

".... aspetto"

".... aspetto"

Cerchiamo di preparare qualche segno esterno, per la novena, per la veglia, per il giorno di Natale, e così  sentire meglio che c’è “salvezza per noi”…, che LUI è “già in mezzo a noi”. 

Non è facile ma ci proviamo.  

Anche l’arrivo di Elia, Morena, Elisa e Marco sarà un bel segno. Ci faran sentire che anche voi siete con noi.  

Buon Natale a tutti.  

          padiri G

Aspettando QUALCUNO

•Novembre 27, 2009 • 3 Commenti

Passano i giorni e non mi decido a scrivere, perché non so dove cominciare.


 

 

 

 

 

Ancora una volta abbiate un po’ di comprensione.

Siamo rimasti due settimane “bloccati” a Kimbulu. L’insicurezza sulle nostre strade era più del solito: attacchi nei villaggi con case bruciate e morti, e gruppetti di “banditi” che aspettano chiunque passi…, naturalmente armati e in divisa militare.

Tutto questo, mentre la capitale Kinshasa proclama che “la pace è tornata” nel Kivu, e l’occidente protegge col più scandaloso silenzio del secolo “i programmi” del più forte. Il motivo lo conoscete anche voi: qui abbiamo uno dei più grandi depositi di coltan e ori vari…

La tensione si allentata ed eccoci a casa, da qualche giorno..

emeline sagesse e patiente

Capitano tante cose nel nostro quotidiano a Muhanga.  In questo nord Kivu che la comunità internazionale (Onu, Francia, Belgio, America…) ha buttato lì come un pallone in mezzo a Rwanda e Congo: dicendo ipocritamente e apertamente “giocatevelo!”; un pallone di coltan, oro, diamanti…

E’ strano! ma da questa finestra riesci a leggere con un chiarezza incredibile tutte le manipolazioni ed i meccanismi di una economia mondiale che certo non viene da Dio…, eppure fa ruotare il tutto.

Muhanga:

- gesti e momenti di vita semplice, a cui cerchi di partecipare come ad una liturgia;

- gesti e momenti …da ospedale: vita mutilata, handicappata, che fatica a tirar avanti…

Tutti e due questi gesti sono ben riassunti dalla piccola Kahindo che ho incontrata poco fa: su una zappa trasporta “il fuoco” dalla capanna di Paolina alla cucina di mamma sua, che deve preparare cena: …non possedere manco un fiammifero!

Kahindo

Comunque i soldati che abbiamo adesso son decisamente meglio.  Lo si vede da  un segnale inconfondibile: siamo nella stagione delle cavallette che si mangiano (una leccornia!), e la sera i bimbi, mentre le aspettano che scendano, cantano e giocano fuori casa anche fino a tardi…

Sulla grande strada, che unisce Butembo e Goma, invece è un po’ meno tranquillo: saccheggi e violenze continuano; anche lì ci sono i soldati, quelli “mescolati”, che avevamo prima qua, un’insalata russa…!, quelli che “giocano col pallone…”

Dall’Italia son rientrato con Silvia e Mariagrazia: ancor due bei frutti delle “falde del Kilimangiaro”. Sempre più belle queste visite-incontro…: dobbiamo farli diventare gesti forti, visibili e anche provocatori, verso chi si chiude in casa e vuole chiudere pure gli altri.

In Italia ho vissuto momenti caldi e forti; debbo ringraziarvi tutti e tanto. E non solo per l’indimenticabile “G 38” di Genova.

A Pinerolo: ho incontrato i numerosi gruppi che costruiscono “ponti” di fraternità, di fronte a chi costruisce trincee e ghetti: sbandieratelo di più questo bel messaggio !

A Modica: mi son sentito “africano”!  l’africano accolto! l’africano che diventa una occasione per stare insieme, e “formare famiglia”.

A Nichelino: la vivace serata voluta dalle due famiglie “extra”, e quel papà che esclama “è dal sessantotto che non sentivo più trattare certi argomenti…”.

A proposito: Mauro, sei appena tornato da Muhanga e ti trovi all’ospedale, in una pesante prova; lo sai, l’Africa ti tiene stretto per mano in questo cammino che ci auguriamo si risolva in fretta.

A Fossano, a Torre Pellice, Scarnafigi…:  per molti sono stato “l’extra”, piacevolmente invitato a cena, mi son sentito onorato: in tempi in cui, a Brescia ed altrove, non vogliono “un posto per loro”, come 2000 anni fa a Betlemme!

Dall’Italia ho portato l’antenna della radio: ricordate l’appello dei nostri giovani “una radio per l’africa”: tutti i pezzi sono arrivati, Fabrizio sei stato in gamba.

Muhindo

Genitori che zappano, che vendono due banane al mercatino, ragazzi che giocano al pallone…

Concetta s’è mostrata perfetta architetto. Antonella, potrai ingaggiarla per sistemare i locali dell’ASL di Toscana

Jeanine......

Il nostro ufficio e sala di formazione del dispensario – maternità – dentisti realizzato col contributo della Regione Toscana, che  la Dott.ssa Antonella ci ha portato….

Jeanine ed Esperance trasmettono agli altri….

Esperance

Ed ora aspettiamo gli ospiti di Natale: siamo pronti e contenti di accogliervi, come i pastori hanno fatto col bambino Gesù!    Elisa che vuol fermarsi qua un anno suscita già i commenti; il suo allenatore di pallavolo l’ha definita “pazza”, perché abbandona il pallone per l’africa.

Mi fa ricordare Donata che, anni fa, dopo mesi di africa ritornò perché doveva dare un esame all’ università. Si presentò al professore scusandosi: “non son molto preparata…”

- Perché?

- Sono stata a Lukanga, e non ho saputo studiare molto…

- Ah, eri in africa?  e perché sei tornata qua ?

- E beh…, dovevo dare questo esame.

- Ma tu, sei così sciocca che lasci l’africa, …. per un esame !?!?!

In un mercato dove tutto si vende ad un “prezzo fisso”, cioè fissato da qualcun altro, è necessario dire apertamente ciò che ha valore per me, ciò che è importante nella vita !

padiri Giò

L’ACQUARIO DI GENOVA

•Ottobre 20, 2009 • 2 Commenti

Mi piacerebbe vedere l’acquario di Genova.”

Un desiderio semplice, anche un pochino infantile.

E qualcuno, anzi  molti, lo han preso subito come se fosse nato nella testolina di Gerlas, Cesarina, Isaki, Leontina… piuttosto che in quella di un ultrasettantenne.

All’africa piacerebbe….   Basta così.

Ed il meccanismo è scattato per creare un piccolo miracolo.

Ne avevo parlato qualche volta a Muhanga, in foresta; e a Muhanga in foresta mi arrivò, un giorno, l’imperativo di Germana : “per il 10 ottobre non devi prenderti alcun impegno, ti porto a Genova”.

DSCN0135     

E così siamo partiti in treno da Savigliano che faceva ancora buio. Mentre a Muhanga  immaginavo già tutti in movimento, zappa in spalla gli adulti, i bambini pronti per la scuola, alcuni già sull’altalena per un fugace assaggio, le mamme alla sorgente, e Katembo che apre il magazzino della manioca…   Qua alla stazione invece silenzio; poche persone che camminano concentrate sui propri pensieri…

L’Italia é ancora addormentata.  Almeno così la pensavo io.

Solo Marco, il cugino, era con noi.  Chi lo conosce e lo guarda in faccia glielo legge sulle labbra “…beh, ci vengo io”, come per dire “proprio per non lasciarvi soli…”. Ormai ha fatto la tesi, lui, e non ha grandi cose da fare.

DSCN0145       

Scendiamo alla stazione Principe, in un bar prendiamo tranquillamente un cappuccino; tanto c’è tempo fino alle 11,30.

Io bevo tutto: il cappuccino ed anche quelle frasi buttate lì svogliatamente.

Sono le 11,30. Davanti all’acquario.  Effettivamente c’è tanta gente in fila che aspetta  per entrare, come noi tre.

Alzo gli occhi e …chi ti vedo?! Elia ed Antonella !    “Ma che ci fate qui…, anche voi”

“Volevamo vedere l’acquario…”   Ma dimmi tu, proprio oggi…! che combinazione !!!

Elia non è il tipo impassibile. Sa meravigliarsi addirittura davanti ad un’insalata!  eppure ti butta lì un “…e beh?! che c’è di così strano…    Solo il sorrisetto di Antonella potrebbe lasciar trasparire qualcos’altro.

Insomma, sono io che, appena uscito di foresta, mi stupisco di tutto…  Beata ingenuità!

Se fossi stato solo un po’ più sveglio sicuramente poteva bastare quello.

Macchè !  io ero tutto pimpante, continuavo ad esclamare, gli davo qualche pacca sulla spalla;  guardo qua e là, e… che ti vedo?!  In quella marea di acquariomani mi vedo la fronte luccicante di Tonino…; e poi ancora, dietro di lui, Bruna, sua figlia, la moglie… Francamente comincio a non capirci più molto…talmente son contento…; gioioso, felice come un pasqua…

Ma mica me ne rendo conto ancora…

Finchè non arriva l’ondata: Morena e le quarantenni da Roma, Piero e Cristiana e Emmanuele e Alessandro; Marcello e Gino da Brescia; Marina e Miranda e Alma e Fabrizio e Mariella e Ines e Sandro e Elisa da Pinerolo; Roberto e Alessandra da Dubbione;  persino Almarosa con la stampella e la Maura;  La Sicilia! Gabriella, Mariagrazia, Enzo…; Carla da Aosta.

E lì che sto cominciando e sospettare….: ce n’è voluto, ma alla fine ho capito.

Che cosa mi sia messo ad esclamare non lo so.

Ero fuori di me …fuori di tutto…

Marco Rocco farà, dopo il suo commento  “eri un ragazzino in un supermercato di giocattoli…”  Penso proprio di sì.

genova 11.10.09 (11)     

Quasi quaranta! Da tutta Italia… Riccione, Massa, Carrara, Sezze, Siracusa, Modica, Pinerolo, Aosta…

Tutti lì, insieme, gioiosi… più che amici, più che fratelli. Se quel tizio l’avesse saputo avrebbe inviato qualche televisione …per “la diretta”.

Tutti lì, non per l’acquario di certo, e vi assicuro non per Giovanni solo, ma per l’Africa:  tutti lì per Gerlas, Oliva, Katembo…

Ed ancora: scambi affettuosi di regalini tra amici, pacchetti di carrube, salsa di carciofi, biscotti di Sezze..

Di che cosa è capace quest’Africa!  un mare di semplicità, di umanità, un mare di affetto bello; veramente bello !

Spontaneo .  Sì, anche spontaneo.

Certo che dietro c’è stato il cervellino e la fantasia di Gabriella, ed anche di Mariagrazia, Germana, MarcoRocco…; organizzatissime per non farci incontrare sul treno o alla stazione prima del tempo, per mantenere il segreto-sorpresa…; ma scattare tutti così davanti ad un semplice invito è quel qualcosa di più che solo l’Africa sa fare.

Benedetta, grande AFRICA !!!!

Un rammarico: non tutti sono stati raggiunti dagli organizzatori… e si sono dispiaciuti, tanto.   Ma che farci ? Muhanga vi conosce e vi ricorda tutti; ma tra di voi, non ancora, ed allora anche il passaparola non è perfetto; ma… ce la faremo!

L’africa riuscirà ad unirci di più anche tra di noi.

E’ stata una spina.  Ma anche Cesarina non c’era, neppure Isaki e neppure Concetta…. Una sofferenza non piccola che portiamo dentro, tutti insieme…

Rose e spine.  Ancora e sempre, AFRICA.

genova 11.10.09 (9)    

Intanto cosa capita a Muhanga ?  aspettiamo qualche foto.  Concetta ci dice comunque che il battaglione 6 ha rimpiazzato il 112, quello “misto”, e va un po’ meglio,

anche se i soldati, sempre non pagati, continuano a rubare nei campi,

e gli organismi, passeggiano sù e giù, lasciando cadere qualche briciola…

                       padiri G

 

HELENA e FREDI sposi

•Settembre 21, 2009 • 7 Commenti

Giovedì si sposa Heléna con Fredi. Heléna, che dava una mano in cucina con Fazila.

 elena fredy

Secondo le consuetudini dei Wanande, oggi la famiglia di Helèna ha offerto il pranzo, prima di partire per Kitshumbiro, dove si sposeranno.

Ci hanno invitato.

Entrando nel salone, già tutto in fermento, butto piacevolmente gli occhi su questa oasi senza fucili, e poi vado a sedermi in un piccolo gruppo di bambini. Sicuramente è il punto più panoramico, per godere fino a fondo l’avvenimento.  Tanto più che è in concordanza perfetta col Vangelo di domenica.

Quando il salone é quasi al completo entrano gli sposi: impacciati, cerimoniosi, solenni…   Anche un piccolo corteo, con le “ancelle”, il protocollo…

Il substrato, sempre presente, di occidentalino mi vorrebbe far sorridere, davanti ad espressioni che con leggerezza son ancor tentato di definire infantili, sempliciotte…  Ma poi pensando a molti matrimoni in Italia, decido di conservare il sorriso…

matrimonio Elena 010

La prima portata è il vassoio con una bella montagnetta di bugali grigio, e poi un pentolino col sugo…liquidissimo, nel bel mezzo di ogni gruppetto.  E poi, avanti! dài un  pizzicotto lì dentro, intingi e butta giù; non ho che da seguire l’esempio.

E subito dopo, questa volta senza farsi attendere troppo, la carne!

 matrimonio Elena 006

Alcuni pezzi generosi (forse perché ci son anch’io seduto lì) calano sul vassoio.  Questa volta comincio io.  Allora Francine,  mammina in miniatura, prende un pezzetto di carne, grande come il suo pugno, conta i bimbi che ha attorno, sono nove !  con la manina abile spezza quel bendidio un nove pezzetti !!! tutti guardano ed aspettano, con ammirazione, in silenzio, quasi un piccolo rito: allungano le manine e lei distribuisce.

Immaginate ? il “pugnetto” di Francine, in nove pezzetti !!

matrimonio Elena 013

Anche lì, non mi son trattenuto dal gettare un pensiero ai pranzi di matrimonio in Italia.

E non mi è venuto di sorridere… 

                                                padiri G

LUKANDO… nostalgia.

•Settembre 12, 2009 • Lascia un Commento

E’ passato un mese dall’ultima nostra comunicazione. 

Scusateci ! dispiace tanto anche a noi di non poter esser più PRESENTI.

esperance

(ESPERENCE:  martedi han trovato nel suo campo un soldato morto un problema tra militari stessi, come si prevedeva. La hanno tormentata per tre giorni: un tortura psicologica  è tanto triste, scoraggiata…)

Con la fine di agosto termina il bel periodo delle belle visite: amici fedeli, nuove conoscenze, messaggi, gesti di solidarietà; da tutta Italia: Siracusa, Sezze, Brescia, Feltre, Modica, Savigliano, Saluzzo, Nichelino, Dubbione, Carrara.

Siete stati con Kavugho, Asifiwe, Katembo…con noi : è una cosa molto grande.

Tutte queste visite, proprio mentre siamo ancora sommersi da tante inspiegabili  e infinite mitragliatrici! 

Chi più chi meno, avete sentito INSIEME il peso di questo dramma. Non sei libero di fare due passi, non puoi organizzare un lavoro, un progettino, non sai cosa fare quando ti svegli il mattino…, ti senti come paralizzato…  Il dramma delle famiglie di Muhanga!

Che grande gesto avete fatto, vivendo qua un mesetto !!!!!

foto2

Ecco alcuni pensieri che gli ospiti ci han regalato; assieme ad alcune foto.

Patrizia aveva puntato l’attenzione su Ndotole, un uomo che va all’altare per la preghiera, domenica di festa, coi piedi nudi….

Ad Alessandra piace guardare Alice, che raccoglie la pioggia.

alysse_per_blog

Esser tornati in un momento difficile ha dato più valore alla mia permanenza qui….  Anch’io sono stato un abitante di Muhanga !!                 Giorgio

——————-     

La presenza fastidiosa dei soldati, la precarietà del momento non permette di progettare e di svilupparsi, e questo mi fa arrabbiare ; e non so perché  mi fa sentire in qualche modo colpevole .                                       Maria

——————-     

Non so se tornato a casa proverò il “mal d’africa” , sicuramente sarà viva l’idea di aver “abbandonato” un po’ tutti.                                          Umberto

campo calcio

 

(prepariamo il campo da calcio per distrarci, non pensare troppo)

 

La differenza non la fa il contorno delle “cose” qui assenti e nell’altro mondo abbondanti, ma l’intensità dei pensieri offerti dai molti amici incontrati.

Tornare alla scuola della semplicità, ecco quello che offrite all’intraprendenza faccendiera occidentale. Tornare a comunicare con il cuore attingendo al sapere della convivialità.                                                                       Patrizia

 

sagesse

Siamo venuti in questo viaggio per accompagnare d.Mario a vedere i luoghi di cui ci aveva tanto raccontato, fin da bambini…

abbiamo forse capito dove siamo, in quale punto della nostra vita…

abbiamo visto quello che si era perso …                                   Roberto

 

foto4

Muhanga, in questo mese.

I soldati dell’esercito regolare Fardc son sempre qua, ben visibili e ben pesanti…  Il minimo che si possa dire è che è strano, molto strano, vedere come sono gerarchizzati, chi si trova a capo di ogni gruppo.

Per 15 giorni si son fermati anche la DDRRR: la missione Onu incaricata di far rientrare in Rwanda gli Hutu delle Fdlr.   4 “agenti” accompagnati-scortati da una trentina di indiani e nepalesi del  contingente armato.  Simpaticissimi, disciplinatissimi; ma …vivono in un altro universo, e la popolazione non fa parte del loro programma (!), lo dicono apertamente..

  foto3     foto3bis

Poi sono andato a Kimbulu, per la riunione di TUUNGANE, i nostri comitati di sviluppo.

2 acqua kimbulu

Ed infine è arrivata Concetta con Antonella di Carrara, le nostre “forze sanitarie…”.

Dobbiamo dirlo: tramite Antonella la Regione Toscana ci accompagna, interviene, sostiene, e non cerca tutto quell’apparato di visibilità, tanto caro per altri.    Proprio ora stanno lavorando sodo, pianificare…

 La nostra struttura sanitaria è piccola, ma da 15 anni ha dato una mano a tutti, senza chiedere di che gruppo sei, senza chiedere se sei clandestino…, e specialmente è rimasta dove c’è la gente.

Cose che non fanno ne CICR, né MSF, né…,  beh, fermiamoci lì.

foto1

 

Un puntino giallo: Muhanga

•Agosto 12, 2009 • 3 Commenti

 

nostalgia

Muhanga è un villaggio veramente  piccolo; nel “mondo” è poco più che un nulla.

Se apri iternet, e vai su google mappa, vedi solo una macchiolina gialla, sfocata, nell’ immenso verde della foresta.

               Lat S   0° 25’      Lon E  28° 54’

FOTO 3

Per il mondo, Muhanga non esiste; però le brame e le strategie  sue lasciano  pesanti impronte fin qua, e si vedono.

Mettiamo a fuoco le telecamere dei satelliti e guardiamo.

FOTO 2

          *** Ci sono case e campi per migliaia di famiglie; ma oggi se ne vedono, sì e no, un centinaio, mettendo insieme Bunyatenge e dintorni.    Perché? un mucchio di soldati si è stabilito qua.

E coi loro fucili te li trovi ovunque: sulla strada, alla fontana, nel campo, nel cortile, tra i bimbi che scorazzano…

Le loro mogli te le trovi in casa tua.

Ti fermano e ti costringono a portare

    acqua e manioca, fino all’accampamento

    o addirittura 25 kg fino a Fatua, a 2 giorni di marcia

Ai campi ci vai giusto per togliere due tuberi da mangiare, prima che te li prendano loro.

Non puoi lasciar incustodita la casa, che entrano e ti rubano gli abiti.

La vita semplice e quotidiana non è possibile !

Ti senti ostaggio, prigioniero.

 

Ma, come nella piccola Nazaret di 2000 anni fa, anche qua c’è il seme di speranza.

        *** Proprio qua, 11 amici italiani han scelto di fare le loro “vacanze”.  Un ulteriore anello della catena di fraternità che ormai lega insieme molti mesi dell’anno nostro.

RIMG0018

Ambra, Alessandra e Roberto di Dubbione, si sono aggiunti ai “magnifici otto”.

Anch’essi, come le due famiglie di Nichelino, sono un grande messaggio.

Dagli anni settanta don Ambrosiani ha legato la parrocchia di Dubbione alla nostra Africa, fino ad oggi ! un’ amicizia fedele che ha saputo superare la monotonia del “sempre gli stessi” ed anche il folklore della luna di miele.

 P1020150

*** Due “bouquèts” di fiori che testimoniano questo:

E’ vero: c’è un “occidente” che entra con gli scarponi e porta via coltan e oro e legname…; ben mascherato e a braccetto col complice africano.

Ma c’è anche un occidente che, in un supermercato di mari e monti

sceglie di stare un mese con la gente di Muhanga,  

offre un pranzo a 700 bimbi

con una zappa cerca di aggiustar la strada

condivide il bugali di mamma Mwenge

fa la passeggiata tra fango e fucili

prega e canta la liturgia domenicale di due ore

…costruisce un altalena e gioca con i bimbi

cena

          

Tutto questo, per dire con semplicità che  non tutto l’occidente ignora l’Africa.

                  padiri

 

FOTO 5

 DINDALON…..DINDALON…

Pole pole! Piano!! Non più di due!!!

Aspetta…..Via! Via da qui, vi fate male!!

Il lungo tronco posto sulla sommità delle forcelle in legno fissate sul terreno, si curva, ondeggia.. sollecitato dal peso del grosso pneumatico della Land Rover che dopo aver esaurito la sua funzione sulla sconnessa carrozzabile Lubero-Muhanga, adesso “si riposa”, facendo dondolare i bambini di Muhanga.

Abbiamo installato una rudimentale struttura in legno, un improvvisato luna park del dondolo..

Il grosso pneumatico ancorato al palo con le corde consente a due (?!) bambini di dondolare insieme in piedi o seduti.

Altri si alternano alla consueta altalena e ad altre due corde sospese.

Occhi curiosi hanno seguito le manovre di costruzione, altri – più intraprendenti – hanno offerto le loro mani per accelerare l’esecuzione non appena ha preso forma nel loro immaginario la destinazione d’uso finale dello strano incrocio di pali.

Difficile pensare ad un lavoro accurato, tanto meno ad  improbabile collaudo per la sicurezza.

Due o tre sono arrampicati sulla cima sospesi come scimmiette

Gli altri si accalcano: 3,5,7,8…tutti sopra il pneumatico

Il trave si inclina, il pneumatico non sta più in asse e si sbilancia, i più piccoli si disequilibrano e qualcuno fuoriesce dal foro centrale..

Servirà mettere un biglietto per l’accesso?

Si cerca qualcuno dei più grandi per dettare almeno due regole …

Poi, piano piano un certo ordine, disordinato si fa strada…

1)   mettersi in fila per accedere alla “giostra”

2) Il diritto a “10” dondolate : un assaggio di piacere da gustare subito per lasciare posto a qualcun altro

Due tronchi, una corda: una semplice altalena . Il gioco del disequilibrarsi é un po’ far finta di volare, a chi non è piaciuto?!?!

Piace anche ad Edgar, Gerlas, Soki

 

 FOTO 6

Nella foresta con tanto di liane, dove le scimmie si appendono e dondolano, non volevi far dondolare due occhi così?

 FOTO 1

E se la struttura non è a norma??? Chissenefrega!!……

         Patrizia

 

BOH!!!!!!

BOH!!!!!!

La domenica della festa

•Agosto 4, 2009 • Lascia un Commento

mani

Sono le 7,00 a Torino, ma anche altrove: per qualcuno è più o meno l’ora del rientro dal “rito” del sabato sera.

Sono le 7,00  qui a Muhanga: mi affaccio sul cortile e tre volti di bimbi sono già in attesa, il loro “Ciao!” risuona immediato.

Sento gracchiare gli altoparlanti, che sono installati qua  in cortile; poi il rumore fastidioso si trasforma in armonia ed emergono nitide le note del Bolero di Ravel.

Muhanga non va  a dormire alle 7,00, Muhanga si sveglia alle 7,00 e si sveglia tutta insieme.

Ravel e le composizioni di Morricone accompagnano i movimenti di un’umanità che si è forse concessa un’ora in più di riposo.

E’ domenica, è festa: i più hanno gli  abiti cambiati, i volti puliti, un foulard dai colori sgargianti agghinda la testa delle donne.

Si stempera all’altoparlante la musica profana per dare spazio ad accordi più liturgici.

E’ festa, è domenica e il “crocevia” del villaggio si popola e ascende al salone, luogo dell’incontro civile, ieri, quando è stato il momento della SHIRIKA, e oggi luogo dell’approdo tra le braccia di Dio per i naufraghi di questo verde mare di eucalypto, banani e mighobwa.

messa

Il salone è pieno , la preghiera è canto, il canto è preghiera e danza.

E’ domenica, è festa e l’abbraccio con Dio va fatto con il cuore pieno di gioia anche se i tuoi piedi sono nudi: Ndotole ha infilato una vecchia giacca sul suo logoro maglione e i pantaloni scoloriti; le scarpe, no, non le ha trovate per questo giorno di festa, non importa: a piedi nudi si è avvicinato all’altare per la “preghiera dei fedeli” : ha detto GRAZIE!

Lui ha detto grazie!, uno dei pochi oggi, che è domenica, ad avere ancora i piedi nudi.

                                          Patrizia

p.s.    Scusa Patrizia: ma oggi… nel mondo non sono  4 miliardi quelli che hanno ancora i piedi nudi ? 

Comunque, grazie perché ti sei accorta che Ndotole ha i piedi nudi ! 

Grazie perché lo fai notare anche a noi.

Grazie perché ci ricordi che le nostre feste spesso coprono, non lasciano vedere che ci sono ancora piedi nudi…

Tu te ne sei accorta.

                    Giovanni

SIAMO QUI…

•Luglio 30, 2009 • 2 Commenti

HPIM3251

 

Per il momento é l’unica frase che effettivamente mi sento di dire, anch’io.

Perché star lì a raccontare quel che è passato?

E poi c’è ancor tanto cammino da fare.   Siamo qui; e questo è importante! lo dice bene Patrizia.

foto1

 

“Saltiamo giù (!?) dalla jeep (non più tanto agilmente dopo 8 ore e mezza di “buona strada”) e ci troviamo nell’agorà di Muhanga travolti da un battimani eccitato e da urla esaltanti: quale primato abbiamo mai conquistato?? Aver lasciato Nichelino per penetrare nel ventre di questa verde foresta ed aver impiegato ben 10 giorni prima di arrivare qui?? E’ stato sicuramente un lento e fecondo immergerci nel mistero dell’Africa.

Partiti da Kampala, passando per Mpondwe, Kasindi e Kimbulu: percorsi senza fretta, vissuti osservando, chiedendo (“troppe domande!” ci dice Giovanni) Forse ha ragione…forse no!  L’incomprensibile, però, sembra abitare qui…

foto2

“Fermi” per una settimana a Kimbulu, attendiamo che da Muhanga ci arrivi un rassicurante “Mettetevi in viaggio!”, nonostante i soldati, nonostante la loro opprimente protezione……

Martedi mattina lasciamo Kimbulu :jeep e camion, carico di povere merci, carico di uomini, ma non basta …. Il passaggio a Lubero ci regala un drappello di soldati che si arrampica senza troppi permessi tra i sacchi di patate e le nostre valigie……

110 km di lento, caracollante procedere……e infine l’urlo: karibu rafiki!!

salongo

Ciao!  Mani, mani….quante mani, quanti sorrisi. Siamo qui, semplicemente siamo qui!

                                                                               Patrizia   

    foto3

  

 

Mamma e papà, con i due figli: Mauro e Maria, che dopo il viaggio di nozze del 1991 ritornano coi figli Mattia e Mara

Ed Umberto e Patrizia coi figli Miriam e Samuele.

 

DSCN0437Non sono solo otto ospiti: sono tutto un simbolo:

- due famiglie al completo

- vacanze estive programmate da lunghi anni

- in Africa, nel tragico est del Congo

- da Nichelino, dove è nato il gemellaggio-famiglie.

 

Muhanga è fiera di accogliervi ed abbracciarvi: penso che in questi pochi metri quadrati di cortile lo abbiate sentito.

                     Giovanni  padiri

colazione

LIBERATI… di nuovo

•Luglio 15, 2009 • 2 Commenti

Ogni volta che arrivano con fucili e pallottole, ci dicono, vengono 
per questo, per liberarci.
Ormai é la quindicesima volta, o forse di più.
Questa volta sono venuti quelli “regolari”…
Ce lo hanno fatto capire, che anche noi siam ribelli…, vivevamo con 
loro…, li abbiam accolti (!?)
Per fortuna stavolta non ce lo hanno dimostrato molto.  A volte i 
parafulmini servono un po’.
E’ meglio che non mi lasci andare a fare troppi commenti; non ne 
mancherà l’occasione.

IMG_0248

L’attesa del loro arrivo è stata tragica; ora va meglio.
La gente piano piano é rientrata nelle proprie capanne, anche quelli 
che erano scappati sotto gli alberi.
Si ritorna a ridere e scherzare  attorno alla casseruola che é rimasta.
Al mattino i bimbi si bevono la papetta di mais-soja-sogo, sempre 
bella calda, sempre…uguale.

IMG_0247

Siamo discretamente tranquilli; alcuni comandanti sembrano seriamente 
impegnati a tener a bada la ciurma: un ciurma formata da un miscuglio 
tutt’altro che omogeneo.
Il ritmo calmo, umile, della vita a Muhanga si è ripreso: mamme che 
camminano per le strade, mescolate ai soldati, bimbi che scorazzano e 
ridono, papà e giovani un po’ più sul chi-va-là…
Tranquilli, ma con la sensazione d’esser seduti su una mina.
La nostra gente: tace e trangugia.   Ringrazia che stassera puoi 
entrare in capanna e domattina potrai andare alla sorgente.
Sarebbe ingiusto non ringraziare di questo che abbiamo.

IMG_0239

Domani con la toyota  parto per Kimbulu, con Giorgio ed Alberto che 
rientrano: quale grazia esser stati insieme in questi giorni!
Domenica arriveranno le due famiglie di Nichelino.  Tante braccia vi 
aspettano, proprio tante…; persino i soldati mi dicono “devi 
assolutamente farli venire…”
Volevamo andare anche col camion e tornare con un po’ di cibo e 
rifornimenti…; ma abbiam paura che la gente lo veda come un 
andarsene via, con mille conseguenze…
Forse lo faremo seguire fra due giorni.

IMG_0241

A proposito…: il G8 che adesso pensa all’Africa, le dice queste 
cose? o meglio, le sa?
Non sono solo gli abitanti di l”Aquila che si arrabbiano contro certi 
schiaffi.
Ed intanto anche noi aderiamo clamorosamente a tutte le iniziative che 
prendete contro la cosiddetta “legge-sicurezza”.
                                   padiri Giovanni